martedì 18 giugno 2013

Export vino ed energie rinnovabili.

Proprio in queste ultime settimane, è andato accentuandosi l'attrito tra Cina e Comunità Europea a proposito dei dazi doganali sulle importazioni; adottati reciprocamente come misure "anti-dumping", sia sull’importazione in Europa di pannelli solari fotovoltaici cinesi, sia sull’importazione in Cina di vini Comunitari.
La vicenda scaturisce dal fatto che Pechino, una volta percepito il forte interesse Comunitario verso le energie rinnovabili, prende la decisione di diventare monopolista nella produzione di pannelli solari: a questo scopo immettendo sul mercato europeo, manufatti ad un costo inferiore a quello corrente sul mercato interno.
In concreto Pechino allestisce una vera e propria operazione di “dumping”, finalizzata a stroncare qualsiasi velleità di concorrenza.
A seguito di questa situazione oggettiva venutasi a creare in Europa in ordine alla fornitura dei manufatti cinesi e per porvi in qualche modo rimedio cercando di ripristinare le corrette regole del mercato, si è arrivati a proporre a livello di Commissione Europea, l’adozione di misure “anti-dumping” (come appunto i dazi doganali sull'importazione di pannelli solari made in China).
Tale proposta a dire la verità, non ha trovato l’unanimità in sede Comunitaria ed anzi ha finito per ottenere un effetto opposto a quello voluto.
Da un lato aumentando le divisioni tra gli Stati; divaricando ancor più la distanza tra i paesi favorevoli come Italia, Francia, Spagna e quelli contrari (sostanzialmente la Germania).
Dall’altro lato, rinsaldando l’asse privilegiato Berlino-Pechino.

(n.d.r.: apro e chiudo rapidamente una parentesi strettamente politica, per dire che anche un fatto relativamente circoscritto come questo, può essere considerato come il sintomo di un interesse diffuso ad ostacolare l’integrazione politica europea; allo scopo di relegare il Vecchio Mondo in posizione subordinata nel sistema globalizzato e quindi mantenerlo come soggetto debole nei rapporti di mercato).

Ma qual'è il ruolo del vino all’interno di questa vicenda?
Si da il caso che a Pechino abbiano individuato nel settore agroalimentare, il possibile volano di sviluppo e di ripresa economica soprattutto per alcune aree geografiche della Comunità Europea: un settore strategico, in grado di dare prospettive e di riattivare le dinamiche di mercato in tempo di crisi.
Ebbene, la ritorsione cinese ai dazi europei, andrebbe non a caso a colpire proprio il comparto vinicolo, che è uno dei driver di crescita dell'intero settore agroalimentare.
Minacciare di rialzare i dazi sull'import di vini europei (scesi dall'entrata della Cina in WTO nel 2002, dal 65% al 14%), significherebbe toccare un nervo scoperto, di fronte al quale la Comunità Europea non avrebbe la possibilità di rimanere indifferente.
Realizzando così l'obiettivo di costringerla a rivedere la decisione di adottare misure “anti-dumping” nei confronti dei pannelli solari cinesi.
In sostanza si può affermare che Pechino abbia, in modo certamente strumentale e a tutela esclusiva dei suoi interessi, scatenato una vera e propria “guerra del vino” con l'Europa (...attualmente in corso a livello diplomatico); nella piena consapevolezza del fatto che i paesi europei più produttori e dalla tradizione vinicola più consolidata come gli Stati mediterranei, non avrebbero mai potuto rinunciare alle opportunità che un mercato in forte crescita come quello cinese, è in grado di offrire già oggi, ma ancora di più domani.

giovedì 13 giugno 2013

Offida rosso Gran Maestro '06 Cantine di Castignano

L'azienda agricola Cantine di Castignano, è una delle tre più grandi cantine cooperative della regione Marche, potendo disporre di circa 500 ettari vitati e di più o meno altrettanti soci conferitori, per una produzione media annua di circa 450.000 bottiglie.
Da oltre 50 anni è punto di riferimento per la viticoltura del comprensorio piceno, ma anche per l'olivicoltura, producendo infatti olio extra vergine d'oliva di ottima qualità a un prezzo accessibilissimo.
In effetti la salvaguardia del rapporto prezzo-qualità, è il comune denominatore che lega tutta la produzione aziendale.
Altra caratteristica interessante, ma di tutt'altra natura, è il richiamo all'immagine dell'Ordine Cavalleresco dei Templari che si può trovare in alcune etichette; a testimonianza di come i Templari, che erano monaci-combattenti e provetti agricoltori, nel loro passaggio in città, in direzione Gerusalemme nel XII secolo, riuscirono a modificarne le abitudini e l'economia, così da radicarsi profondamente nella cultura e nella tradizione locale.

In questa etichetta che può considerarsi come il vino di punta aziendale, possiamo ritrovare entrambe queste due caratteristiche sopra descritte: l'immagine stampata del Cavaliere Templare e l'interessantissimo rapporto prezzo-qualità.
Ottenuto da uve Montepulciano, Cabernet Sauvignon, Merlot, vinificate separatamente con prolungata macerazione; maturato per 16 mesi in barriques metà nuove, metà di secondo e terzo passaggio e ulteriori 6 mesi in bottiglia, si presenta alla vista di color granato molto scuro, quasi nero.
Il bouquet di profumi è intenso e complesso; giocato su toni di amarena, frutto nero maturo o in confettura, cacao, speziatura, sensazione erbacea.
Perfettamente coerente al palato, dove il blend di tre uve trova espressione piena e dona gratificazione gustativa, senza però appesantire.
Calibrati i toni di marasca del Montepulciano, come pure quelli di peperone del Cabernet Sauvignon.
Bella consistenza estrattiva, che sbilancia verso le parti morbide.
A completare: sottofondo speziato di chiodo di garofano, caffè, mineralità.
Giustamente tannico senza eccedere e di bella freschezza nel finale.
Persistente, equilibrato e fine.

Adatto su piatti di carne importanti.
Abbinato con successo su agnello al forno.

Offida rosso doc Gran Maestro '06 - alcool 13,5% - circa € 15.
Cantine di Castignano S.C.A.C. (società cooperativa agricola castignanese), contrada S. Venanzo 31, Castignano (AP).
http://www.cantinedicastignano.com/

venerdì 7 giugno 2013

Sicilia Chardonnay '10 Planeta winery

Diciassettesima vendemmia per quest'etichetta, che fece da battistrada per la visibilità del marchio Planeta sul mercato.
Ottenuto da uva Chardonnay, si presenta alla vista di un bel colore giallo dorato.
Al naso sensazioni “sui generis”, molto particolari: in degustazione bendata, potrebbero anche equivocarsi come di vino rosso.
Ciò è dovuto al fatto che in questa prima fase si mescolano profumi tipici del vino bianco, come ad esempio note agrumate, fruttate di mela, banana e caratteri meno consueti, come quelli di frutto nero, marmellata di prugna, leggera affumicatura.
In bocca realizza un buon compromesso tra finezza e carattere.
Mediamente persistente.
Tutt’altro che opulento come magari ci si poteva aspettare.
Sembrano anzi predominanti i caratteri d’acidità e mineralità.
In sostanza quest’annata viene a trovarsi in completa sintonia con le ultime edizioni, indirizzate ad un rapporto di minor subordinazione nei confronti dei legni d’affinamento e più rivolte al rispetto del frutto e del terroir di provenienza.

Sicilia igt Chardonnay '10 - alcool 14% - circa € 20.
Planeta winery, Menfi (AG) - http://www.planeta.it/

Abbinato su baccalà in padella con patate, capperi, olive nere.

sabato 1 giugno 2013

Di Arte in Vino 2013 a Sant'Elpidio a Mare (FM).

Si avvia felicemente verso la 7^ edizione, l'evento enoico elpidiense imperniato sul binomio vino e arte.
La manifestazione aperta al pubblico e ad ingresso libero, punta infatti a stimolare sensibilità sensoriali diverse, in ugual modo collegate al concetto di gusto e di bello.
La formula sostanzialmente prevede: degustazione vini d'eccellenza locali e possibilità di visitare una mostra d'arte figurativa, che quest'anno avrà come oggetto, l'opera pittorica dell'artista toscana Elisabetta Rogai http://www.diarteinvino.com/arte/2012/erogai.html.
Palazzo Montalto Nannerini
Questo percorso sensoriale, trova l'ideale cornice nei grottini sotterranei di Palazzo Montalto Nannerini (sede della Nobile Contrada San Giovanni che cura l'organizzazione); in un'atmosfera molto particolare, tutto sommato suggestiva nonostante gli spazi limitati, in grado di coniugare storia medioevale e modernità.
La manifestazione si svolgerà nei giorni 8 e 9 giugno, a partire dalle ore 16.00 e vedrà la partecipazione di 10 aziende vinicole del territorio:
Borgo Paglianetto - Matelica (MC)
Casalis Douhet - Porto Potenza Picena (MC)
Sant'Isidoro - Colbuccaro (MC)
Il Pollenza - Tolentino (MC)
Lumavite - Rapagnano (FM)
Mancinelli - Morro d'Alba (AN)
Moncaro - Montecarotto (AN)
Moroder - Montacuto (AN)
San Giovanni - Offida (AP)
Poderi dei Colli - Montalto Marche (AP)

Di Arte in Vino http://www.diarteinvino.com/
Palazzo Montalto Nannerini - piazzale Marconi, Sant'Elpidio a Mare (FM).

martedì 28 maggio 2013

Cantine Aperte 2013 nelle Marche

Maltempo su Cantine Aperte.
Pioggia a catinelle e temperature rigide, hanno flagellato quest'ultima edizione ma non scoraggiato gli appassionati come al solito accorsi in massa, nonostante le avverse condizioni meteo (soprattutto pregiudicata la parte open air: visita vigneti, aspetti naturalistici, paesaggio).
In ogni caso Cantine Aperte ha confermato di essere un momento aggregativo importante e quindi efficace strumento di promozione del settore.
A tale proposito, ritengo di dover sottolineare come un contributo fattivo e direi decisivo per il successo dell'evento, lo abbiano avuto i tours organizzati.
In questa occasione ad esempio Marche Flavoured (società cooperativa d'incoming turistico, che supporta le aziende, in attività volte alla valorizzazione del patrimonio culturale, storico, artistico, enogastronomico della regione Marche http://www.marcheflavoured.com/ ), è riuscita ad allestire un tour molto interessante, che ha toccato areali particolarmente vocati al Verdicchio (di Jesi e di Matelica) e alla Lacrima di Morro d'Alba.
Prima tappa: Podere Santa Lucia a Monte S. Vito (AN).
Azienda di piccole dimensioni, estesa su circa 13 ettari prevalentemente coltivati a Lacrima di Morro d'Alba e Verdicchio.
Podere S. Lucia brut rosè metodo Charmat lungo, ottenuto da uve Lacrima, elaborato a Faenza (piacevole vino d'entrèe, carbonica setosa, floreale di violetta e tenue visciola: tipico, convincente).
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. sup. Gianni Balducci '10 - alcool 14,5% (maturo, buccia d'agrume, spalla acida e struttura importante).
Lacrima di Morro d'Alba doc Vigna delle Canterelle '09 - alcool 13% (affinato in barrique, toni intensi di visciola, ciliegia matura, confettura, spalla acida, sapido, persistente).
Seconda tappa: Terre Cortesi Moncaro a Montecarotto (AN).
Terre Cortesi Moncaro è la cantina cooperativa più importante della regione Marche, disponendo di circa 1.600 ettari vitati (suddivisi tra le provincie di Ancona ed Ascoli Piceno) e potendo contare su circa 1000 conferitori. L’azienda ha tre cantine di trasformazione. Due in provincia di Ancona: a Montecarotto (nell’areale del Verdicchio) e a Camerano (nell’areale del Rosso Conero). Una in provincia di Ascoli Piceno: ad Acquaviva Picena (nell’areale del Rosso Piceno).
Brut metodo Charmat Verdicchio doc Opale (vino d'entrèe piacevole: grana medio fine, fruttato, convincente). 
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc classico Le Vele '12 (bellissima espressione di Verdicchio, morbido, vellutato, fresco).
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. sup. Verde Ca' Ruptae '12 (etichetta che non delude mai, una vera certezza: tipico con finale amaricante).
Rosso Conero doc Le Silve '12 (montepulciano di base, con discreta espressività varietale).
Birra artigianale Kikka (a doppia fermentazione con aggiunta di Verdicchio).
Moncaro: bottaia e pupitre de remuage
Terza tappa: Fazi Battaglia a Castelplanio (AN).
La più grande cantina privata delle Marche con i suoi 300 ettari di proprietà.
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. sup. Le Moie '12 - alcool 12,5% (fresco, piacevole, tipico).
Marche bianco igt RieVerdi '10 - alcool 12,5% (30% riesling, 70% verdicchio: molto particolare, piacevole e consistente, acidità del Riesling compensata da note di buccia d'agrume candita del Verdicchio affinato in barrique).
Conero riserva docg Passo del Lupo '09  - alcool 13,5% (tipico Montepulciano intenso e complesso al naso: frutto nero maturo, marasca, cuoio. In bocca non estremamente muscolare, buona souplesse, speziatura, liquirizia, frutto, persistenza).
Quarta tappa: Colonnara a Cupramontana (AN).
Cantina sociale nata nel '59, di grande tradizione spumantistica. Il primo spumante metodo Charmat fu nel '70. Il primo Metodo Classico fu nell'80.
Brut Metodo Martinotti - alcool 12% (grana fine, morbido, setoso, fine, convincente).
Brut Metodo Classico Verdicchio doc Luigi Ghislieri - alcool 12,5% (sosta 30 mesi sui lieviti, buona complessità, crosta di pane, sapido, buccia d'agrume: convincente).
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. sup. Cuprese '11 - alcool 13,5% (freschezza, frutto e anice stellato, armonico e vibrante, finale ammandorlato tipico).
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. sup Tufico '09 - alcool 15% (poderosa espressione di Verdicchio, caratterizzato da note stramature e mineralità; finale lungo e amaricante).
Quinta tappa: Vallerosa Bonci a Cupramontana (AN).
Da oltre cinquant'anni azienda paradigmatica del Verdicchio da riva destra del fiume Esino.
Circa 30 ettari per una produzione media annua di 250.000 bottiglie.
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc Metodo Classico brut millesimato '08 (sboccatura '13) - alcool 12% (tre anni sulle fecce, carbonica setosa, fragrante, sfumature di lieviti, frutto e mineralità in chiusura: convincente).
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. Manciano '11 - alcool 13% (una bella espressione di Verdicchio, ottenuto dal vigneto in contrada Manciano: tipico, sapido, di bell'ampiezza: convincente)
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. sup. S. Michele '11 - alcool 14% (vino di punta aziendale).
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. ris. Pietrone '07 - alcool 14% (toni stramaturi al limite dell'evoluto, per questo Verdicchio da vendemmia leggermente posticipata).
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. ris. Barrè '00 - alcool 14% (grande profondità e consistenza per questo vino affinato in barrique: crema pasticcera, canditi, gherigli di noce, caramella mou, lunghissimo finale).
Sesta tappa: Belisario a Matelica (MC).
Cantina cooperativa nata nei primi anni '70, che riunisce e supporta oltre 180 soci conferitori.
Circa 300 ettari di vigneto, di cui 24 certificati bio per la produzione di vini da agricoltura biologica. Produzione media annua di oltre 820.000 bottiglie.
Anch'essa può definirsi come paradigmatica del Verdicchio di montagna prodotto nell'areale matelicese.

Verdicchio di Matelica doc Vigneti del Cerro '12 - alcool 13% (tipico, armonico, minerale).
Verdicchio di Matelica doc Vigneti Belisario '11 - alcool 13% (ottenuto da uve da agricoltura biologica: morbido con finale dolciastro).
Verdicchio di Matelica doc selezione Meridia '09 - alcool 13% (invecchiamento di 2 anni, di cui 1 sur lies in cemento vetrificato. tasting dell'annata '08: http://avvinatorebloggato.blogspot.it/2012/12/verdicchio-di-matelica-meridia-08-di.html ).
Verdicchio di Matelica docg ris. Cambrugiano '10 - alcool 13,5% (invecchiamento complessivo di 2 anni: in acciaio, il 15% un anno in barrique. tasting dell'annata '08: http://avvinatorebloggato.blogspot.it/2012/06/verdicchio-di-matelica-riserva.html ).
Marche rosso igt Enoà '11 (sangiovese, merlot) - alcool 13% (convincente questo rosso dai toni mediamente maturi e discreta consistenza).
YeS mosto d'uva parzialmente fermentato - alcool 7% (vino dolce leggermente frizzante: da bere fresco sul dessert o sul gelato).

sabato 25 maggio 2013

Organic winery Poderi dei Colli a Porchia di Montalto Marche

Quarto e ultimo appuntamento prima della pausa estiva, per “La Cantina del Mese”: serie d’incontri con le aziende vinicole del territorio, curati e organizzati da Ais Marche delegazione di Fermo.
La visita del mese di maggio ci porta presso l’azienda vinicola Poderi dei Colli in frazione Porchia di Montalto Marche (AP): immersa nel magnifico paesaggio collinare a cavallo delle province di Ascoli Piceno e Fermo, a circa 25 chilometri di distanza dal comune di Pedaso (FM) e dal litorale Adriatico.
Si tratta di un’azienda emergente, certificata biologica, curata negli aspetti tecnici ed enologici dal dott. Massimo Urriani.
Solo dal 2010 produce e vinifica in proprio, pur vantando la famiglia Mannocchi proprietaria dei fondi, una tradizione vitivinicola ultracinquantennale, ma limitata al conferimento delle uve.
Il dato saliente di quest’azienda, mi pare di poter dire che sia il connubio tra pratiche bio-sostenibili e utilizzo d’impianti di trasformazione tecnologicamente avanzati; laddove i secondi svolgono un ruolo di supporto, a tutela della qualità e a garanzia della salubrità del prodotto.
L’impostazione produttiva tende a prediligere: vendemmie leggermente anticipate o comunque non ricorrere a surmaturazioni esasperate, raccolte manuali e ghiaccio secco in vigna.
Inoltre concimazione naturale con letame, diserbo manuale e lotta ingrata antiparassitaria, completano l’impostazione biologica aziendale (a tale proposito sono in via di sperimentazione e attenzionate, viti di ultima generazione, resistenti in modo naturale agli agenti patogeni esterni).
In fase di vinificazione invece, entra di più in gioco la tecnologia, soprattutto per quanto riguarda il controllo delle temperature e la gestione della fase caldo-freddo: quindi criomacerazioni prefermentative su tutta la produzione e sosta sui lieviti più o meno prolungata a seconda delle tipologie, per estrarre il meglio dei caratteri delle uve.
Su queste basi l’azienda intende dare ai propri vini una loro identità, che faccia a meno, almeno per il momento, di orpelli, sovrastrutture o appesantimenti, ma che invece evidenzi il timbro del territorio e preservi l’espressione varietale.
Ovviamente nelle 6 degustazioni fatte nel corso dell’incontro (5 vini annata ’12 e 1 vino annata ’10), non c'era d'aspettarsi lo sviluppo di quadri organolettici particolarmente profondi o impegnativi; al contrario, ma questo è nella logica delle cose, immediatezza e piacevolezza hanno fatto da denominatore comune in tutte le etichette e sottolineato gli aspetti della territorialità e tipicità, cui sopra accennavo e che oggi marchiano l’intera produzione aziendale.
L’azienda dispone di circa 50 ettari di proprietà così suddivisi: 10 in frazione Porchia di Montalto Marche (AP), 15 nel comune di Monterinaldo (FM), 25 nel comune di Porto Sant’Elpidio (FM).
Produzione media annua di oltre 100.000 bottiglie, che si pensa di portare nel breve termine a 150.000.
Prevalenza di vitigni autoctoni a bacca bianca come Passerina, Pecorino, Trebbiano, e a bacca rossa come Montepulciano e Sangiovese; presenti in piccole parcelle anche Cabernet Sauvignon e Merlot.
Fascia di prezzo vini compresa tra i 4 e i 10 euro.
Abbiamo degustato:
Falerio doc ’12 (trebbiano, passerina, pecorino) - alcool 12,5%
Fresco, fruttato, tipicamente amaricante, discreta struttura per la tipologia.
Marche rosato igt ’12 (70% sangiovese, 30% montepulciano) – alcool 13%
Macerazione prefermentativa di 48 ore.
Bella piacevolezza con nota di ciliegia: fresco e sapido.
Marche rosato igt '12

Passerina spumante charmat extra dry – alcool 12%
Vino d’entrèe, piacevole, fresco, morbido al gusto, profumato di lieviti.
Raccolta delle uve per questa prima edizione, il 18 d’agosto.
Criomacerazione prefermentativa di 2-3 giorni.
Offida Passerina docg Rigò ’12 – alcool 12,5%
Raccolta manuale delle uve fatta il 20 settembre.
Criomacerazione prefermentativa breve di 2-3 giorni.
Affinamento sur lies per 2 mesi.
Profumato di fiori e frutto a polpa bianca.
Fresco al gusto con finale sapido.
Offida Pecorino docg ’12 – alcool 13%
Criomacerazione prefermentativa di 4 giorni.
Affinamento sur lies di 4-5 mesi.
Mediamente intenso al naso.
Discretamente complesso sia di profumi che di sapori.
In particolare evidenza: fiore bianco, frutto non estremamente maturo, note agrumate e mineralità.
Offida Pecorino docg '12

Rosso Piceno doc ’12 (50% sangiovese, 50% montepulciano) – alcool 13,5%
Solo acciaio.
Nonostante sia il vino rosso aziendale di base, sviluppa un suo bel carattere, poggiandosi sulla gradevole rugosità tannica avvertibile in centro bocca.
Rubino acceso, fruttato e floreale.
Marche rosso igt ’10 (90% montepulciano, 10% cabernet sauvignon) – alcool 13,5%
Vinificazione delle uve separata e successivo assemblaggio.
Fermentazione in acciaio con sosta sur lies per 15 giorni.
Malolattica in acciaio e affinamento in barrique solo per il 30%.
Si presenta alla vista rosso rubino cupo e profondo.
Al naso sviluppa profumi piuttosto intensi e complessi, giocati su toni erbacei di peperone, frutto, prugna matura, moderate sensazioni terziarie di cuoio, tabacco e noce moscata.
Vino da considerarsi ancora giovane, ma dal buon potenziale: in grado di evolvere positivamente e maturare nel tempo.
Marche rosso igt '10

Azienda Agricola Poderi dei Colli di Giuseppe Mannocchi e Tiziana Gobbi.
Contrada Piagge 3, frazione Porchia di Montalto Marche (AP).
tel. e fax: +39 0736 828563
email: direzione@poderideicolli.it
http://www.poderideicolli.it/en/



martedì 21 maggio 2013

Wine tasting Amativo '10 Cantele e Eretico '10 Podere S.Donatino.

Wine tasting doppio.
Due vini senza particolari caratteristiche in comune o affinità; provenienti da aree geografiche differenti (Toscana, Puglia), ma ugualmente vocate.
Caldamente segnalati dall’enotecario di fiducia, come vini in grado d’incontrare il favore del pubblico.
A degustazione conclusa, ritengo di poter dire che tale favore, abbia ragioni fondate.
Inizio progressione gustativa:
Toscana igt Eretico '10 - alcool 14% - circa € 13.
Podere S. Donatino – Castellina in Chianti (SI).
info e contattihttp://www.sandonatino.com/content/Nous-contacter/nous_contacterFR.php?menu=smenu6&dsc=
L’Azienda Agricola San Donatino creata negli anni '70 dal cantautore italo francese Leo Ferrè e dalla compagna Maria Cristina Diaz, è ora guidata dall’erede Matteo Ferrè che si avvale della consulenza enologica di Federico Staderini.
Eretico '10 è ottenuto da uve Cabernet Sauvignon e si presenta alla vista di un bel colore rosso rubino pieno.
Al naso è piuttosto interessante e vivo; inoltre con l’ossigenazione migliora in complessità.
In evidenza note erbacee di peperone, frutto nero maturo, marasca e sfumature vinose.
Al gusto invece emerge un limite di struttura e profondità.
Prevalgono in questa fase note di caffè e sensazioni erbacee, peraltro tipiche del vitigno, che sembrano però indirizzare nel senso della rusticità e non della finezza.
In compenso acidità e tannino piuttosto sostenuti, sottolineano doti di carattere.
In definitiva appare come un vino dal taglio autentico; che privilegia l’espressione naturale alla raffinatezza.
Abbinato su spalla d’agnello in salmì

A seguire in progressione gustativa:
Salento igt Amativo ’10 – alcool 14% - circa € 16 – non filtrato.
Azienda vinicola Cantele – Guagnano (LE).
http://www.cantele.it/
Può essere considerato come uno dei vini di punta di quest’azienda salentina.
Azienda che appare oggi proiettata nel futuro per stile produttivo, marketing e comunicazione, ma che in realtà affonda le sue radici in una tradizione vinicola consolidata e ultrasessantennale.
Ottenuto da un blend di uve 60% Primitivo e 40% Negroamaro, si presenta alla vista di color rosso rubino cupo, quasi nero, impenetrabile, con qualche riflesso porpora.
Al naso coinvolge subito, per profumi marcati, molto intensi, vividi e fruttati; giocati su note d’amarena, sensazioni balsamiche e liquirizia.
Gratificante al palato, dove sfodera morbidezza estrema, ricchezza d’estratti, pastosità: suoi veri punti di forza.
Fruttato di ciliegia, fine, convincente, tipico nell’espressione varietale.
L’impressione di fondo è che proprio la prerogativa morbida e l’intensità fruttata, consentano al vino di essere pronto già da ora, nonostante probabilmente non sia ancora all’apice dell’arco evolutivo; che a mio parere sarà raggiunto nei prossimi anni, allorquando tali caratteri oggi così vividi e oserei dire carnosi, cominceranno almeno in parte, a virare verso toni terziari più maturi.
Abbinato su costine d’agnello