lunedì 17 gennaio 2011

Chiaroro '06 dell'Azienda Irene Cameli

Di solito l’idea diffusa di Trebbiano è quella di un'uva produttiva, dalla quale però derivano vini non indimenticabili per quanto riguarda profondità gustolfattiva e intensità.
Tuttavia le basse rese e vinificazioni mirate, possono capovolgere quest’idea consolidata.
E’ il caso appunto del Chiaroro '06 dell’azienda Irene Cameli di Castorano (AP).

Ottenuto per il 90% da uve Trebbiano e il resto Malvasia; dove quest’ultima, pur in piccola percentuale, riesce a colmare vuoti e carenze strutturali e di profumi, con sensazioni piene di frutto maturo.
Il vino è opulento. La consistenza e il colore dorato tendente all’ambrato (frutto di un periodo di macerazione di 48 ore sulle bucce), offrono già alla vista i presupposti di un vino di spessore.
L’impatto olfattivo si sviluppa più in ampiezza, che in verticalità diretta.
Anche se non estremamente complesso, tuttavia ha sensazioni nette ed appaganti: mielato e tostato, con note di tabacco, spezie dolci, frutta matura e sottofondo affumicato quasi sulfureo.
Al gusto è caldo e sapido. Procede pieno ed avvolgente su note di frutta candita, pompelmo, uva passa e noce moscata.
La malolattica svolta, accentua le sensazioni morbide. Tuttavia l’affinamento in botte piccola lascia nel finale leggere sensazioni tanniche e asciuganti tra lingua e palato.
Lo stato evolutivo è maturo.

I caratteri organolettici sviluppatisi nel tempo, sono armonicamente legati e danno la sensazione di un equilibrio sostanziale raggiunto tra parti dure e morbide.

Ottimo su sgombri e spigole al forno; su formaggi stagionati, semistagionati o erborinati; su stoccafisso tipico all’anconetana.

Marche bianco igt Chiaroro ’06; alcool 13,5%; circa € 13.
Azienda Agricola Cameli Irene, contrada Gaico 19, Castorano (AP); Tel e Fax 073687435; e-mail: info@vinorossomarche.it.
http://www.vinorossomarche.it/

martedì 11 gennaio 2011

Sangiovese di Romagna superiore riserva Nobis '05 di Terre della Pieve

Siamo all’interno del territorio amministrativo del comune di Bertinoro (FC). In una ristretta zona della doc Sangiovese di Romagna, dove da disciplinare, i vini possono fregiarsi in etichetta del termine Superiore, purchè realizzati in ottemperanza alle condizioni da esso previste.
Nel caso del Nobis di Terre della Pieve, a tale termine si affianca la specificazione aggiuntiva di Riserva; che sta ad indicare vini sottoposti ad un invecchiamento di almeno due anni (limite temporale minimo, fissato da disciplinare di produzione).
Piccole parcelle di territorio nell’ampio panorama ampelografico italiano; ma grandi custodie di tradizione vitivinicola.
Questo Sangiovese Superiore Riserva si presenta rosso granato, scuro, denso e consistente.
L’impatto olfattivo è fine ed intenso. Si sviluppa in ampiezza verso note di liquirizia, confettura di visciola, fiori appassiti, speziatura di pepe e sullo sfondo anche goudron.
Pur provenendo da un’annata non ideale dal punto di vista dell’andamento meteorologico, comunque mantiene un taglio strutturale piuttosto sostanzioso. In particolare ampio e complesso è il bouquet di profumi, vero punto di forza.
Anche al gusto risulta ricco di estratti e corposo.
Note di frutta matura sono intercalate da quelle di cuoio, tabacco, spezie dolci e sensazioni erbacee. Chiude caldo e sapido, con tannino ancora vivo nella giusta misura.
Forse le difficoltà dell’annata hanno inciso negativamente sulla profondità gustativa.
Risulta maturo come stato evolutivo.
Da affiancare classicamente a formaggi stagionati, carni alla griglia, tagliata al pepe verde.

Sangiovese di Romagna Superiore Riserva doc Nobis ’05; alcool 14%; dal produttore € 10.
Azienda Terre della Pieve, Polenta di Bertinoro (FC).

Per contatti con l’azienda vedi qui: http://vini.oraviaggiando.it/cantine-terre-della-pieve-B9876577.html

lunedì 3 gennaio 2011

Offida Pecorino doc Saggiolo '09 dell'Azienda Santa Liberata

Vino controverso.
Proposto nel corso della cena di auguri di Natale 2010 dell’AIS Marche presso l’Istituto Alberghiero di Porto San Elpidio, ha suscitato in questa occasione pareri discordanti non sempre favorevoli. Sottolineate in particolar modo la limitata espressività olfattiva (peraltro abbastanza frequente nel vitigno vinificato in purezza) e lo stato evolutivo fin troppo avanzato e non consueto per un vino di vendemmia relativamente recente.
Tuttavia proprio queste incongruenze di fondo e difficoltà espressive, hanno stimolato il mio personale interesse rivolto a cogliere, o per meglio dire scovare, gli aspetti salienti dei caratteri organolettici.

Ottenuto da uve Pecorino vendemmiate tardivamente verso la fine di settembre, alla vista si presenta giallo paglierino, abbastanza carico, con sfumature dorate; frutto di una sosta in criomacerazione sulle bucce per 24 ore.
Anche dopo ossigenazione stenta ad esprimersi olfattivamente. Sono percepibili sensazioni minerali sulfuree e leggero fruttato di mela golden.
Al gusto è secco e caldo. In questa fase un’opportuna ossigenazione ottiene migliore risultato. Le note sapide e citrine tipiche del vitigno, vanno a poco a poco contaminandosi con gli aspetti di frutta candita e pompelmo derivanti dalla surmaturazione; recuperando in parte gli equilibri verso le parti meno dure e dando maggiore volume a tutto l’impianto; che in definitiva, pur conservando limiti di profondità e spessore, risulta sufficientemente espressivo.

Degustato in abbinamento a chitarrine all’uovo con ratatouille di verdure e fonduta di parmigiano.

Offida Pecorino doc Saggiolo’09; alcool 13,5%; prezzo circa € 8,50 ; tappo in silicone.
Azienda Agraria Savini Rubicini SANTA LIBERATA di Savini Onorato, via Nazionale, 194 Lido di Fermo (FM); Tel. e Fax 0734.640100; info@vinisantaliberata.it
http://www.vinisantaliberata.it/