martedì 27 dicembre 2011

Sauvignon Praesulis '08 di Gumphof e carpaccio di polipo

Giallo paglierino limpido, con riflessi dorati.

Tipico e riconoscibile al naso, anche se non particolarmente intenso. Sensazioni erbacee di foglia di pomodoro, floreali di rosa e appena accennata, la caratteristica e varietale nota di pipì di gatto in sottofondo (com’è noto tale nota è un aroma proprio dell’uva Sauvignon, derivante dall’azione di particolari sostanze azotate, peraltro presenti anche in altri vegetali come ad esempio l’asparago).

Al palato rivela bella continuità, mineralità, coerenza gustolfattiva, ma anche una maggiore intensità rispetto alla precedente fase. Le note erbacee tipiche del vitigno, sono avvolte e in qualche modo stemperate da quelle di frutta fresca a polpa bianca, da sfumature floreali e dai toni agrumati di buccia di limone.
Teso e convincente fino in chiusura, fa della freschezza la sua dote primaria. valutazione 8/10.

Sudtiroler Alto Adige doc Sauvignon Praesulis ’08; alcool 13,5%; circa € 13.
Azienda Gumphof di Markus Prackwieser - Novale di Presule 8, fraz. di Fiè allo Sciliar (BZ).
http://www.gumphof.it/

Ideale su pesce bollito o pesce crudo.
carpaccio di polipo rucola e datterini
Carpaccio di polipo
Sbollentare il polipo per una mezz'oretta.
Farlo freddare e spezzettarlo grossolanamente.
Pressare i pezzi di polipo in una terrina; fare in modo che rimangano compressi per tutto il tempo, aiutandosi con un peso adeguato; mettere in frigo per un giorno intero.
Al momento dell’utilizzo, rovesciare la terrina e il suo contenuto: tagliare finemente a coltello.
Condire secondo gusti. Nel caso di specie: olio evo, rucola e pomodori datterini.


Della stessa azienda: http://avvinatorebloggato.blogspot.it/2012/05/gewurztraminer-praesulis-08-di-gumphof.html

giovedì 22 dicembre 2011

Il Giuggiolone

Vino dolce aromatizzato, ottenuto da una base uva Trebbiano addizionata di:
alcool etilico per aumentare il titolo alcolometrico,
zucchero per dare dolcezza e aumentare la consistenza,
estratto di giuggiola per caratterizzarne profumo e sapore.
Quest’ultima fase estrattiva avviene mediante prolungata macerazione della giuggiola con vino Trebbiano.

Vinificazione e affinamento per una durata complessiva di poco inferiore ai tre anni.
Concentrazione zuccherina finale piuttosto elevata: >100 g/l.

Di colore marrone con riflessi dorati.
Gusto pieno, dolcissimo e mielato, con profumo e sapore caratteristici della giuggiola matura.

Ingredienti: vino da uve trebbiano, giuggiole, zucchero, solfiti.

Prodotto e confezionato dall’Azienda Agricola SI.GI. sas, che si occupa prevalentemente di confetture, gelatine, sott'olio, salse di frutta, condimenti: tutti fatti a mano nel rispetto della tradizione marchigiana.

Il Giuggiolone fa parte della linea aziendale “BaccoNonLoSa”, che comprende anche: Vino e Visciole, Viccotto.

Va degustato fresco a circa 12° a fine pasto, con dessert a base cioccolato, dolci secchi, ciambellone tipico marchigiano, crostate di frutta in confettura.
Crostata: ricotta e frutti di bosco

Il Giuggiolone, vino dolce aromatizzato; bottiglia da 37,5 cl; alcool 11%; circa € 15.
Azienda Agricola SI.GI. sas; via Acquevive 25; Macerata.
tel. 0733.281462 – 0733.283164
mob. 335-1253830
http://www.agricolasigi.it/

sabato 17 dicembre 2011

Litora '04 igt e la carbonara di pesce

Blend di Verdicchio e Chardonnay (circa 70% e 30%) da uve surmature.

Si presenta limpido, giallo dorato all’analisi visiva.
Un ventaglio di profumi piuttosto interessante, con evidenze vanigliate e di buccia d’agrume candita (mandarino), a supporto della sensazione fumè che fa da trave portante.
Al gusto le aspettative sorte in fase d’olfazione, sono solo in parte soddisfatte. Da un lato le note di frutto maturo a pasta gialla anche esotico e dall’altro la parte sapida-agrumata, sembrano procedere ognuna per conto proprio, senza mai trovare l’armonica sintesi; pregiudicando la profondità e la persistenza gustativa in un finale lievemente asciugante.

Marche bianco igt Litora ’04 (Verdicchio,Chardonnay) - alcool 13,5% - circa € 10.
Azienda Carminucci Vinicola del Tesino, via S.Leonardo 39, Grottammare (AP)http://www.carminucci.com/

Peraltro centrato l’abbinamento su: carbonara di pesce con trancio di pesce spada affumicato.
carbonara di pesce
La ricetta consta di due fasi distinte:
1) soffritto in olio evo: cipolla, peperoncino, pepe, trancio di pesce spada affumicato sminuzzato a coltello.
2) salsa d’uovo: costituita solo dai tuorli (grosso modo uno ogni due persone)

Inoltre: sale, pepe, formaggio pecorino finale.

Fare bollire la pasta in abbondante acqua.
Scolare la pasta al dente e terminare la cottura nella padella con il soffritto.
Aggiungere la salsa d’uovo, spolverare di pecorino e servire.

sabato 10 dicembre 2011

Friulano Toc Bas '09 di Ronco del Gelso e la panocchiata

I presupposti per un vino di una certa caratura si notano subito, fin dal primo impatto visivo.
Questo Friulano (ex Tocai) si apre infatti luminoso, di un bel colore giallo dorato, da criomacerazione sulle bucce.
Al naso rivela sensazioni di surmaturazione e terziarie. La sosta sui lieviti produce un bouquet di profumi intrigante e abbastanza complesso. Nota di nocciola in evidenza; poi mineralità; leggera sensazione balsamica e vegetale di tabacco biondo.
Al gusto è ampio: giocato sulla continuità delle sensazioni olfattive, con quelle di frutto maturo a polpa gialla, anche esotico e sfumature di buccia d’agrume, che appaiono in maggiore evidenza in questa seconda fase.
Buona la consistenza glicerica e la persistenza.
Chiude in un finale lievemente amaricante.
Senz’altro la dote sua primaria è l’armonia complessiva dei caratteri; dall’attacco iniziale, fino in chiusura. Ciò da equilibrio, continuità e lunghezza alle sensazioni gustative. valutazione 8/10.

Isonzo del Friuli doc Rive Alte Friulano Toc Bas ’09; alcool 13,5%; circa € 12.
Azienda Ronco del Gelso, Cormons(GO).
http://www.roncodelgelso.com/

Abbinato alla “panocchiata”; anche se in verità si tratta di vino in grado di reggere tranquillamente piatti molto più strutturati; come ad esempio rombo al forno, zuppe di pesce, sughi alla marinara in genere, risotto al nero di seppia, fino alle carni bianche.

Panocchiata.
Il periodo ideale di pesca delle canocchie o cicale di mare ("panocchie" nel gergo locale), va da ottobre a gennaio/febbraio; ma in questi due ultimi mesi, inizia la riproduzione e non è affatto raro trovarci le uova (..peraltro non a tutti sgradite) all’interno.
Le panocchie vanno lessate al vapore, o meglio con una quantità minima di acqua in pentola, per 20/25 minuti.
Servite in vassoio avendo cura di togliere la parte superiore del carapace, per garantire l’adeguato assorbimento della salsa di condimento che prevede: olio evo di prima qualità, sale, pepe, aglio tritato, limone e prezzemolo.

sabato 3 dicembre 2011

Parla come mangi...e come bevi.

Parla come mangi...e come bevi: ovvero della relazione tra mutamento socio economico, abitudini alimentari e ruolo del vino all'interno di queste.

Alimentarsi è per così dire, un atto agricolo: nel senso di atto naturale, fondamentale per la sopravvivenza.
Quando però si voglia mettere tale atto semplice e naturale in correlazione con le tradizioni, la sfera identitaria territoriale e il concetto di qualità della vita, ecco che assume un risvolto intellettuale; nel senso che in tale correlazione si riflettono poi anche la cultura, il grado di civiltà ed evoluzione nel tempo delle aggregazioni sociali di riferimento; così come le problematiche socio economiche e politiche alla base dei mutamenti.
L'atto alimentare quindi, chiude un ciclo naturale che lega il corpo e la mente ai fini sia della sopravvivenza, sia della qualità della vita.

Anche il mondo del vino, che pure è parte integrante del settore alimentare, è caratterizzato da questa duplice componente: agricola e intellettuale. Laddove però la seconda è a mio avviso, più rilevante, proprio per la maggior incidenza degli aspetti valoriali o di qualità della vita, rispetto a quelli della stretta sussistenza.

Da sempre il vino ha fatto parte della nostra tradizione alimentare legandosi però in modo diverso ai modelli socio economici che man mano si sono succeduti nel tempo. Diciamo che il suo ruolo all’interno della dieta quotidiana, è andato via via evolvendosi e mutando, al mutare del modello sociale di riferimento.
E' del tutto evidente ad esempio, come nel tempo si sia passati dal concetto di vino "alimento" della società prevalentemente agricola del secolo scorso (qui il vino era parte integrante e costitutiva delle abitudini alimentari, più ricche di legumi, cereali, grassi e farinacei, che di carboidrati e proteine, e di conseguenza adeguato e commisurato ad esse nei caratteri organolettici semplici), a un concetto di vino che io chiamerei "corredo", della società odierna industriale e post industriale. Di fatto ora il vino valorizza, non semplicemente accompagna le nostre abitudini alimentari (rivedute e corrette anch'esse rispetto a quelle passate) e le nobilita con ricchezza di caratteri ed espressività tali, da sollecitare le sensibilità sensoriali individuali e consentire persino di soffermarsi in fase di degustazione, su analisi organolettiche più o meno approfondite e puntuali.
Ma proprio per questo motivo, ovvero per il legame esistente tra vino, abitudini alimentari e mutamenti socio economici, anche quello attuale di vino “corredo” non può considerarsi come concetto assoluto e definitivo, ma al contrario destinato ad evolvere e modificarsi.
Volendo cioè andare oltre l'oggi e guardare in prospettiva, mi sembra che ci siano già ora segnali indirizzati a una diversificazione della funzione del vino all'interno delle consuetudini alimentari, proprio in relazione alle diverse situazioni ed esigenze generate da una società sempre più complessa e in via di trasformazione.
A mio parere saranno cioè possibili e necessarie da qui in avanti, molteplici declinazioni del ruolo del vino: sia in versione fast che in versione slow.
Comunque e sempre in stretto legame con la società che cambia e che modifica abitudini e stili di vita.