Un Verdicchio in stile “modernista” con caratteri terziari in primo piano.
Più incline a soddisfare le tendenze omologanti del gusto internazionale, che a dare spazio all’espressione tipica.
Tuttavia la degustazione conferma, ove ve ne fosse ancora bisogno, l’estrema versatilità del vitigno, in grado di fornire risultati ottimi nelle versioni di base, immediate e varietali, in quelle spumantizzate e nelle versioni Superiore e Riserva destinate alla lunga conservazione.
Questo Verdicchio Classico Riserva ha senz’altro una sua caratura; per complessità, materia, potenziale espressivo, profondità.
Altresì libero da sovrastrutture eccessive: sostanzialmente fine.
Affinato per 12 mesi con sosta sur lies, parte in legno di rovere, parte in contenitori di cemento e successivi 6 mesi in bottiglia come da disciplinare, si presenta di color giallo paglierino dorato e luminoso.
Note olfattive molto interessanti e complesse, giocate più in ampiezza che in verticalità, trovano poi piena conferma anche all’esame gustativo.
In particolare evidenza note di frutto tropicale e frutto maturo, gherigli di noce e datteri canditi, leggera sfumatura vegetale di sottofondo, specie all’olfazione.
Le note burrose e cremose del vanigliato da legno piccolo, non evidenti al naso, trovano invece ampio risalto al palato, soprattutto in fase d’attacco e tendono ad essere predominanti.
Solo in chiusura degustazione trova un qualche spiraglio la tipica nota ammandorlata.
Tuttavia il quadro organolettico tende gradualmente a modificarsi ed assestarsi con l’ossigenazione e con l’innalzamento della temperatura di servizio.
Per coglierne appieno tutte le sfaccettature e il potenziale espressivo, credo vada degustato ad una temperatura non inferiore ai 14° centigradi.
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc classico riserva Utopia ’06; versione Magnum da 1500ml.; alcool 14,5%; circa € 25.
Azienda Montecappone s.a.r.l. – via Colle Olivo 2, Jesi (AN) – http://www.montecappone.it/
Abbinato su: dentice (circa 5 kg) al forno con patate, pescato all’amo nel canale d’Otranto.
Più incline a soddisfare le tendenze omologanti del gusto internazionale, che a dare spazio all’espressione tipica.
Tuttavia la degustazione conferma, ove ve ne fosse ancora bisogno, l’estrema versatilità del vitigno, in grado di fornire risultati ottimi nelle versioni di base, immediate e varietali, in quelle spumantizzate e nelle versioni Superiore e Riserva destinate alla lunga conservazione.
Questo Verdicchio Classico Riserva ha senz’altro una sua caratura; per complessità, materia, potenziale espressivo, profondità.
Altresì libero da sovrastrutture eccessive: sostanzialmente fine.
Affinato per 12 mesi con sosta sur lies, parte in legno di rovere, parte in contenitori di cemento e successivi 6 mesi in bottiglia come da disciplinare, si presenta di color giallo paglierino dorato e luminoso.
Note olfattive molto interessanti e complesse, giocate più in ampiezza che in verticalità, trovano poi piena conferma anche all’esame gustativo.
In particolare evidenza note di frutto tropicale e frutto maturo, gherigli di noce e datteri canditi, leggera sfumatura vegetale di sottofondo, specie all’olfazione.
Le note burrose e cremose del vanigliato da legno piccolo, non evidenti al naso, trovano invece ampio risalto al palato, soprattutto in fase d’attacco e tendono ad essere predominanti.
Solo in chiusura degustazione trova un qualche spiraglio la tipica nota ammandorlata.
Tuttavia il quadro organolettico tende gradualmente a modificarsi ed assestarsi con l’ossigenazione e con l’innalzamento della temperatura di servizio.
Per coglierne appieno tutte le sfaccettature e il potenziale espressivo, credo vada degustato ad una temperatura non inferiore ai 14° centigradi.
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc classico riserva Utopia ’06; versione Magnum da 1500ml.; alcool 14,5%; circa € 25.
Azienda Montecappone s.a.r.l. – via Colle Olivo 2, Jesi (AN) – http://www.montecappone.it/
Abbinato su: dentice (circa 5 kg) al forno con patate, pescato all’amo nel canale d’Otranto.

La pasta viene prodotta in due distinte linee: una con semola di grano duro da agricoltura biologica, l'altra con semola di grano duro ottenuto da agricoltura convenzionale a basso impatto ambientale.







